Conoscenze e capacità dell’Europrogettista

Nella mia esperienza, le conoscenze e capacità necessarie per lavorare bene come Europrogettista sono le seguenti:

  • conoscenza del bando su cui lavora, incluse le modalità di rendicontazione. Può essere acquisita leggendo la documentazione relativa al bando. Questa documentazione è di solito ridondante (sono centinaia di pagine). Per evitare di perdersi (e scoraggiarsi) è utile farsi indicare le parti più importanti da cui iniziare.
  • capacità di strutturare il progetto (programma di lavoro e budget) in maniera coerente con la griglia di valutazione. La griglia è contenuta nella documentazione, ma è troppo schematica. Per capire bene i criteri di valutazione la cosa migliore è accumulare esperienza: alla fine del processo di selezione la valutazione di ogni progetto viene trasmessa al progettista. Dopo aver esaminato molte valutazioni (cioè dopo aver presentato molti progetti) i criteri di valutazione risultano molto più chiari. Le  indicazioni di progettisti esperti accorciano i tempi di apprendimento evitando prove ed errori.
  • capacità di strutturare il progetto in maniera coerente con gli obiettivi e se previste le priorità annuali. Questo richiede un esame approfondito del testo del programma e del bando. E’ inoltre necessario conoscere bene (o ottenere il supporto di qualcuno che conosce bene) il settore in cui si progetta (ad esempio per progettare sul bando Erasmus+ è necessario conoscere bene il mondo dell’istruzione). Infine, poiché i progetti finanziano lo sviluppo di strumenti e metodologie innovative, è necessaria una buona dose di creatività, in modo da produrre idee progettuali che oltre a essere coerenti con obiettivi e priorità, siano innovative.
  • conoscenza di organizzazioni di altri Paesi, in maniera da costituire partenariati diversificati geograficamente e con le competenze necessarie per realizzare l’idea progettuale. Anche in questo caso è utile rivolgersi a progettisti che hanno già una propria rete.
  • conoscenza dell’inglese, perché i contatti coi potenziali partner e la gran parte dei materiali sono in inglese e capacità di scrittura. I progetti possono essere in genere scritti anche in Italiano, ma scriverli in inglese fa risparmiare tempo ai partners e ai valutatori. Inoltre l’idea progettuale deve essere ‘venduta’ bene, perciò è necessario saper scrivere (in italiano o in inglese) in maniera efficace.
  • capacità di saper lavorare in autonomia e sotto stress. Il lavoro del progettista è un lavoro solitario, si passano ore e ore davanti al pc, a leggere documentazione e a perfezionare il progetto. Altre ore se ne vanno nel contatto coi partner, da cui vanno raccolte informazioni e documenti e con cui è necessario negoziare ruolo e budget nel progetto. E’ necessario rimanere motivati e organizzare il proprio lavoro in modo da rispettare la scadenza. Anche se a volte vengono approvati progetti scritti in gran fretta nelle ore immediatamente precedenti la scadenza (una volta mi hanno approvato un progetto di cui mi è venuta l’idea durante la notte, e che ho iniziato a scrivere alle 3 di mattina –la scadenza era a mezzogiorno), lavorare troppo a ridosso rende facile fare errori nel programma di lavoro e nel budget. Purtroppo, anche programmando bene, se si lavora a più proposte in contemporanea ci sono sempre degli intoppi (il partner che si ritira all’ultimo momento, quello che non ha mandato la lettera di mandato da allegare al formulario, il budget che non quadra e non si capisce perché, il formulario in formato elettronico che si blocca e non si riesce ad aprirlo, il formulario che va inviato elettronicamente e che non parte, etc.) e si finisce per chiudere alcuni progetti in gran fretta a ridosso della scadenza. Se non si riesce a mantenere la calma tutto si complica ulteriormente. La supervisione di un progettista esperto aiuta a programmare meglio i tempi, a ridurre gli errori e a mantenere la calma.

Letto tutto questo viene da chiedersi: ma ne vale la pena? La mia risposta è sì. Scrivere progetti porta finanziamenti (spesso molto elevati e ‘generosi’), e proprio per questo i progettisti sono pagati bene.

Una volta che si è iniziato a lavorare come progettista è facile allargare la propria attività, secondo le proprie capacità e preferenze, ai ruoli di project manager, valutatore, rendicontatore, consulente sulla gestione di progetti approvati.

Per svolgere l’attività di europrogettista la legge italiana non richiede l’iscrizione a particolari albi o registri, né particolari titoli di studio. Vedi anche il profilo dell’Europrogettista realizzato da ISFOL.

Se sei interessato all’Europrogettazione o vuoi diventare un Europrogettista puoi leggere gli articoli in questo sito e frequentare i miei corsi di formazione per Europrogettisti.

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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