Quali requisiti sono richiesti per presentare progetti europei?

Questo articolo parla delle caratteristiche necessarie alle organizzazioni che vogliono presentare propri progetti europei. Provo a indicare i più importanti:

  1. avere la natura giuridica richiesta dal bando. Alcuni bandi sono aperti ad esempio solo a soggetti pubblici e no profit (così ad esempio quelli del programma Diritti Fondamentali). In questi casi se la nostra è una organizzazione profit non è possibile partecipare.
  1. operare in settori specifici. Ad esempio nei progetti di cooperazione del sottoprogramma Cultura di Europa Creativa (pag. 7 delle Guidelines)

The applicants (the project leader and the partners) must be active in the cultural and creative sectors as defined in Article 2 of Regulation No 1295/2013 of European Parliament and of the Council establishing the Creative Europe Programme (2014-2020) and repealing Decisions Nos 1718/2006/EC, 1855/2006/EC and 1041/2009/EC.

  1. non trovarsi in situazione di bancarotta, aver pagato i contributi sociali, etc.
  1. avere la capacità operativa di svolgere il progetto. Questo significa che le dimensioni, l’esperienza, le competenze del personale devono essere tali da rassicurare i valutatori sulla possibilità di poter svolgere e coordinare il progetto. Questo in specifico significa ad esempio che è più complicato (anche se possibile) che venga approvato un progetto presentato da una organizzazione che in precedenza non ha mai partecipato a progetti europei. Un po’ meglio se l’organizzazione in questione ha già svolto varie volte il ruolo di partner in progetti europei presentati da altri.
  1. avere la capacità finanziaria per gestire il progetto durante tutta la sua durata. Se il soggetto proponente è privato e il fatturato o il capitale circolante sono piccoli rispetto al finanziamento richiesto oppure l’organizzazione è in perdita, l’agenzia europea che eroga il finanziamento può richiedere una fideiussione bancaria o assicurativa su quella parte del finanziamento che viene concessa come acconto prima dell’avvio del progetto. Attenzione: sono considerati soggetti pubblici anche le organizzazioni private attive nel settore della formazione A. il cui fatturato degli ultimi due anni è costituito per più del 50% da contributi di soggetti pubblici oppure B. sono controllate da soggetti pubblici o da loro rappresentanti. A seconda del tipo di programma e della durata del progetto, l’acconto concesso può andare dal 40 all’80% del finanziamento. La fideiussione non è richiesta per finanziamenti sotto i 60.000 €. Quando è richiesta una fideiussione, i partner possono decidere di rinunciare all’acconto iniziale, o di farsi carico ciascuno della fideiussione sulla propria quota di acconto, ma si tratta di soluzioni spesso non bene accolte dai partner, che in genere si aspettano che sia il soggetto presentatore a farsi carico dell’intero importo della fideiussione. Per molte imprese ottenere una fideiussione (il cui costo può arrivare al 4% della cifra anticipata) può essere assai difficile, e questo può portare, se non si trovano soluzioni, a dover rinunciare a svolgere il progetto.
  1. avere possibilità di cofinanziamento. Del cofinanziamento, data la sua importanza, parlerò in un articolo successivo. Qui, in sintesi, posso dire quanto segue: tutti i finanziamenti europei dei programmi a gestione diretta vengono concessi come contributo al costo del progetto. Questo significa che il budget del progetto presentato dovranno indicare il costo complessivo dello svolgimento del progetto.  Ogni programma stabilisce una percentuale massima dei costi totali che il finanziamento europeo può coprire. Ad esempio per il progetti di cooperazione su piccola scala del sottoprogramma Cultura di Europa Creativa il finanziamento massimo è del 60% dei costi indicati nel budget. Altri programmi concedono percentuali di finanziamento più alte, ad esempio la recente Call For Proposals – Home/2015/Isfp/Ag/Thbx Actions Addressing Trafficking In Human Beings finanzia il 90% dei costi. In fase di rendicontazione finale, una volta terminato il progetto,  si dovrà presentare il conteggio totale dei costi sostenuti, e si otterrà un finanziamento finale pari alla percentuale massima di finanziamento concessa dal programma. Così in un progetto di cooperazione su piccola scala del sottoprogramma Cultura di Europa Creativa con  costi finali 100 si otterrà un finanziamento finale di 60. La parte residua (40) si chiama cofinanziamento, e viene coperta in genere imputando al progetto costi di personale o con finanziamenti in somme di denaro da parte di soggetti terzi (ad esempio la fondazione Cariplo cofinanzia progetti sul programma Cultura di imprese lombarde). Se l’impresa non è in grado di coprire il cofinanziamento con somme concesse da terzi, con fondi propri, col ricavato della vendita di prodotti o servizi realizzati dal progetto, o –è la soluzione più frequente- imputando costi di personale (ad esempio perché le spese di personale sono esigue perché l’impresa utilizza esclusivamente volontari, o perché le spese di personale sono già imputate a altri progetti, ad esempio progetti FSE, o perché le spese di personale per attività ordinarie non possono essere imputate a progetti europei, come nel caso delle scuole), allora ottenere il finanziamento europeo sarà impossibile. C’è da dire che il cofinanziamento deve essere fornito dal partenariato nel suo insieme, perciò in teoria uno dei partner potrebbe non cofinanziare e gli altri partner cofinanziare anche per il partner che non cofinanzia, ma è una situazione che accade raramente perché ogni partner vuole in genere cofinanziare solo i propri costi e non anche i costi di altri. Unica eccezione che conosco a questo meccanismo è nei Partenariati strategici Erasmus+ dove gli importi a budget (con l’eccezione dei costi eccezionali) non devono essere cofinanziati.

I requisiti 1, 2, 3, 4. 6 valgono anche per partecipare a progetti europei come partner.

Articolo contenuto sul sito www.aiuto.net. Autore © Leonardo Evangelista.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: