Da EACEA alle Agenzie Nazionali. La selezione dei progetti Erasmus+ è diventata più opaca?

Nel nuovo Programma Erasmus+ la valutazione dei progetti che mettono a punto metodologie e strumenti innovativi, che in precedenza era svolta a livello centralizzato da EACEA, l’agenzia europea con sede a Bruxelles, è passata alle Agenzie nazionali. Nel vecchio Programma Lifelong Learning questi progetti erano chiamati multilaterali, nel nuovo Programma Erasmus+ sono chiamati Partenariati Strategici.

Con vari colleghi europrogettisti abbiamo condiviso perplessità su questa scelta, chiedendoci se in questo modo fosse diminuita la trasparenza del processo di selezione.

E’ intuitivo che se il soggetto che valuta i progetti ha sede nello stesso Paese in cui si trovano le organizzazioni che li presentano i conflitti di interessi e l’esistenza di relazioni di conoscenza personale che possono alterare la selezione sono più facili. Si tratta comunque di casi che si verificano solo se i valutatori e i responsabili delle Agenzie nazionali vengono meno ai loro doveri di imparzialità. Dovrebbe perciò trattarsi di casi molto rari, stante la palese irregolarità di comportamenti di questo tipo.

Tuttavia la trasparenza e l’equità del processo di selezione possono essere alterati anche da altri tipi di comportamento inappropriato da parte delle Agenzie nazionali.

Ad esempio una delle FAQ rese note da EACEA per la misura Sport di Erasmus+ (per la misura Sport la valutazione viene ancora svolta a livello centralizzato da EACEA) è la seguente:

33. Can we organise a meeting or have telephone contacts with the EACEA to get feedback of
our application before submitting it?

RISPOSTA: After the publication of the call for proposals, all the potential applicants are in a competitive situation. The EACEA tries to inform potential beneficiaries in a transparent way through our website and through this FAQ section, where we publish replies to the most frequent questions that have been sent to our functional mailbox. However, we have to decline all requests for meetings or bilateral discussions about potential proposals. We can answer your questions, but we cannot give you any opinion about your project or project ideas.

Domanda e risposta evidenziano chiaramente come l’equità del processo di selezione possa venir meno non solo per comportamenti palesemente illegali, quali ad esempio l’alterazione dei punteggi a favore di questo o quel progetto, ma anche per ‘eccessivo desiderio di aiutare’ da parte dell’Agenzia incaricata di rispondere ai quesiti dei presentatori e ‘eccessiva vicinanza’ fra Agenzia e soggetti presentatori. Se l’Agenzia non si limita a fornire informazioni sul contenuto del bando, ma si spinge anche a fornire consulenza sulle singole idee progettuali o sulle modalità di compilazione del formulario con riferimento a casi specifici, allora tutta la procedura di selezione diventa opaca. In questo caso, infatti, quei soggetti (scuole, università o agenzie formative) che maggiormente ‘sono in contatto’ con le Agenzie incaricate di rispondere ai quesiti ottengono informazioni su misura su come presentare le proprie proposte e così mettono a punto proposte più competitive, a scapito di tutti gli altri concorrenti.

Un altro elemento di opacità è l’uso del telefono per fornire informazioni. La posta elettronica è tracciabile, mentre della comunicazione telefonica non resta traccia. Al telefono l’operatore dell’Agenzia può fornire tutte le informazioni che vuole, senza possibilità di controllo. Fra l’altro (ma qui entriamo in un altro campo che non sarà trattato in questo articolo) le risposte telefoniche mettono anche al riparo l’operatore da responsabilità in caso di informazioni sbagliate.

Avrei avuto piacere di trovare anche sul sito dell’Agenzia nazionale italiana (anzi, delle Agenzie nazionali, dal momento che in Italia ne abbiamo 3) una indicazione come quella della FAQ di EACEA.

Al contrario, nei mesi prima della scadenza del bando ho visto l’Agenzia nazionale italiana promuovere massicciamente l’uso del telefono (‘Serve aiuto? Helpdesk telefonico KA1 e KA2 scuola, istruzione superiore e educazione degli adulti’, vedi in http://www.erasmusplus.it/?p=1076) e, nei webinar, invitare scuole e agenzie formative a rivolgersi all’Agenzia nazionale per ogni difficoltà di compilazione.

A pag 19 della Guida al programma si legge che:

L’approccio cooperativo delle agenzie nazionali mira a guidare gli utenti del programma attraverso tutte le fasi, dal primo contatto con il programma tramite la procedura di presentazione della domanda fino alla realizzazione del progetto e alla valutazione finale. Questo principio non entra in contraddizione con l’equità e la trasparenza delle procedure di selezione. Esso si basa infatti sul concetto che, per garantire pari opportunità a tutti, sia necessario fornire maggiore assistenza ad alcuni gruppi destinatari del programma tramite sistemi di assistenza, consulenza, supervisione e accompagnamento.

L’Agenzia ha inoltre messo in guardia le scuole http://www.erasmusplus.it/?p=476 dal rivolgersi a ‘agenzie di intermediazione’  cioè a società che ‘propongono un servizio globale dall’individuazione dei corsi, alla ricezione della documentazione necessaria per la pratica di finanziamento, il calcolo degli importi sovvenzionabili, la preparazione della modulistica necessaria e tutti i servizi conseguenti all’esito positivo della domanda’. L’Agenzia nazionale ricorda invece, nella stessa pagina, ‘che le Agenzie nazionali Erasmus+ (Indire, Isfol e Ang) sono gli unici soggetti autorizzati dalla Commissione Europea alla gestione delle candidature e opera, in tale veste e per tutta l’attività connessa (consulenza [sottolineatura mia], supporto, selezione ed erogazione delle borse europee), senza alcun intermediario e/o ente delegato.’

L’articolo in questione può essere interpretato anche nel senso che l’Agenzia nazionale vede le ‘agenzie di intermediazione’ in competizione col proprio ruolo, senza rendersi conto che l’attività di consulenza su idee progettali e compilazione del formulario con riferimento al caso specifico svolta dalle agenzie di intermediazione (che in alcuni casi arriva anche alla compilazione diretta del formulario) ha una sua logica di mercato ed è pienamente legittima proprio perché le agenzie nazionali, se non vogliono venir meno all’imparzialità richiesta dal loro ruolo, non possono spingersi a fornire consulenze su casi singoli.

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