Come sono selezionati i valutatori dei progetti europei?

Alzi la mano chi non ha mai ricevuto una valutazione di un progetto con un errore del valutatore. A volte si tratta di errori ‘oggettivi’: ad esempio il valutatore vi ha abbassato il punteggio perché, scrive, ‘nel budget non sono stati considerati i costi di traduzione’, mentre invece ci sono e più semplicemente ha letto di fretta la vostra proposta e non se n’è accorto. Altre volte invece il valutatore vi abbassa il punteggio per un punto di vista opinabile, ad esempio perché, scrive, ‘iI piano di disseminazione è  descritto  in  modo  inusuale’, anche se voi avete usato quella strutturazione in altri 20 progetti e tutti gli altri valutatori vi hanno scritto che è descritto molto in dettaglio ed è efficace.   Lo stesso mi è accaduto ad esempio per la descrizione delle modalità di gestione del progetto. Vedi una serie di esempi nel mio articolo Da ridere / da piangere: lo sciocchezzaio dei valutatori dei progetti europei.

Fra l’altro, la mia impressione (da verificare) è che nei recenti Partenariati strategici Erasmus+, introdotti dal 2014, gli errori e l’eccentricità dei valutatori siano aumentati: quando tutti i progetti venivano presentati a Bruxelles il gruppo dei valutatori era più ristretto e la selezione dei valutatori, svolta a livello europeo, permetteva di individuare persone mediamente più competenti di quelle selezionate adesso sulla base di graduatorie nazionali.

Ma sulla base di quali requisiti vengono selezionati i valutatori? I criteri di selezione per i valutatori italiani per le misure di Erasmus+ presentate alle Agenzie Nazionali (innanzitutto i progetti di mobilità KA1 e i Partenariati strategici) sono indicati agli articoli 8 e 9 del decreto 67/2014 di Indire  (l’Agenzia nazionale italiana che si occupa dei progetti relativi a adulti, istruzione e università).

Come sono selezionati i valutatori dei progetti europei (progetti Erasmus+ presentati a Agenzie nazionali)

I valutatori sono scelti con riferimento a tre parametri:

  1. Titolo di studio e qualifiche professionali
  2. Esperienze maturate nel settore richiesto
  3. Competenze e conoscenze acquisite attraverso altri percorsi formativi ed esperienze professionali

I parametri 1 e 2 vanno coniugati con le conoscenze disciplinari. Ad esempio per l’Educazione degli adulti le conoscenze disciplinari sono le seguenti:

Gli esperti devono possedere ampie conoscenze nel campo dell’educazione degli adulti in ambito nazionale e comunitario  in  settori quali:

  • la concezione, l’attuazione e la valutazione di progetti in materia di educazione degli adulti;
  • l’innovazione ed il miglioramento della qualità dei sistemi di educazione;
  • l’istituzione e il funzionamento di reti transnazionali nel settore dell’educazione degli adulti;
  • la mobilita transnazionale di persone nel settore dell’educazione degli adulti;
  • lo sviluppo, ii trasferimento e l’implementazione di pratiche innovative nel campo dell’educazione degli adulti a livello locale, nazionale ed europeo;
  • l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue, nonché la valutazione delle competenze linguistiche anche con il supporto delle TIC;
  • la messa a punto, in particolare mediante l’uso delle tecnologie dell’informazione, di prodotti, strumenti, metodologie e metodi di istruzione / formazione nonché la diffusione di risultati  e prodotti in questo campo.

 Gli esperti, inoltre, devono possedere  competenze  in  materia  di analisi di carattere  finanziario e cantabile.

Sara valutata positivamente la conoscenza di una seconda lingua tra le seguenti lingue straniere: inglese, francese, tedesco, spagnolo.

Colpisce, fra i criteri di valutazione, la completa assenza di richiami a precedente esperienza

  • nella valutazione di progetti europei,
  • nella scrittura di progetti europei,
  • nel coordinamento o comunque partecipazione a progetti europei.

Se la Commissione che esamina i CV lo ritiene opportuno, questi aspetti possono essere considerati nel parametro 3, ma non è sicuro.

Perché i valutatori sbagliano

Questi criteri di valutazione spiegano così la frequenza di valutazioni eccentriche. La conoscenza dell’ambito disciplinare in cui i progetti sono presentati è sicuramente un elemento fondamentale per capire l’innovatività e la fattibilità dei progetti europei, ma questi due elementi sono solo una parte, e anche minore, dei parametri di valutazione su cui deve esprimersi il valutatore. I parametri su cui vanno esaminati i progetti europei sono quattro:

  • Rilevanza del progetto (max 30/100)
  • Struttura del progetto (max 20/100)
  • Composizione del partenariato (max 20/100)
  • Impatto e disseminazione (max 30/100)

Bene, innovatività e fattibilità dell’idea progettuale sono relativi solo a Rilevanza del progetto. Fra l’altro il punteggio sulla rilevanza del progetto va assegnato non solo sulla base di innovatività e fattibilità dell’idea progettuale, ma anche della sua corrispondenza con gli obiettivi e le priorità annuali del bando, cosa che già richiede una conoscenza non banale del programma e dell’europrogettazione.

Gli altri 3 parametri sono, invece, in buona misura scollegati dal settore disciplinare, e collegati invece alle tecniche di europrogettazione. Sono ad esempio relativi alle tecniche di europrogettazione: la modalità di strutturare un progetto europeo (al 100%), la composizione del partenariato nella parte relativa alla divisione dei compiti fra i partner, la disseminazione.

Diventano così frequenti valutazioni eccentriche su priorità su cui ricade l’idea progettuale, strutturazione del progetto, divisione dei compiti nel partenariato, disseminazione e sfruttamento (exploitation). Vedi una serie di esempi nel mio articolo Da ridere / da piangere: lo sciocchezzaio dei valutatori dei progetti europei.

L’Agenzia nazionale svolge una serie di giornate di formazione ai valutatori prescelti, probabilmente centrate sulle modalità ottimali di strutturazione dei progetti. Sulla base però degli errori dei valutatori rilevai finora, non sembra però che tale formazione sia sufficiente.

Una notazione curiosa è che nel decreto Indire non sono indicati i compensi dei valutatori, si dice solo che (art.11) L’esperto selezionato riceverà, per l’esecuzione dell’incarico conferitogli nell’ambito del presente Avviso, un compenso, nonché un eventuale rimborso per le spese di vitto ed alloggio, in conformita alle norme ed alle tariffe ordinariamente applicate dalle Agenzie nazionali.

Anche il compenso dei valutatori è un altro elemento importante: se troppo basso presenteranno la loro candidatura soprattutto persone poco valide o con poca esperienza.

Relativamente al compenso, vedi l’altro articolo I compensi dei valutatori dei progetti europei presso INDIRE.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: